La banalità del SEO

Oggi voglio scrivere una banalità. Non per minimizzare il mio lavoro, ma per essere rassicurante.

Mi inteneriscono infatti i clienti che, al pronunciare la parola SEO, vanno fuori di testa, rinunciando a poter penetrare nei meandri dell’algoritmo con cui Google decreta chi sia degno di essere trovato. Costoro hanno bisogno di banalità.

Prima di interpellare un SEO specialist, che va comunque chiamato in causa, se si vuole massimizzare la performance del nostro sito, ci sono comunque alcune regole basic a cui possiamo attenerci per iniziare a fare un lavoro discreto.

A monte delle regole di Search Engine Optimization ci sono infatti le norme del buon senso. La naturale predisposizione a darsi risposte sensate a domande banali. Ad esempio: “come faccio a trovare le cose in una miriade di oggetti simili?”, domanda che riassume il senso del posizionamento organico.
A tale domanda risponderei, banalmente: “mettendole in ordine“.

Troppo spesso l’ingenuo giudica un sito a partire dalla home page.
Iniziamo diversamente: giochiamo, prima di rappresentare graficamente i contenuti, a disporli come scarpe in una dispensa. Gli scaffali sono le directory.

Metafora del SEO

Metafora -> casa://dispensa/scarpe_da_sera/tacco/nuove

Immaginiamo di costruire un sito con lo stesso criterio con cui disponiamo la merce su uno scaffale: ai primi livelli le cose più importanti, allontanando via via gli oggetti d’archivio, che non usiamo più.
Creiamo sottocategorie che rendano le sezioni monotematiche (non metteremmo le ballerine insieme alle Nike da running).

Insomma, disponiamo tutto in modo che un estraneo, nella nostra dispensa, possa rispondere positivamente alla criptica domanda “mi passi le mie scarpe preferite”?

Google deve intuire la gerarchia dei contenuti come il nostro estraneo, ragionevolmente, potrà capire quali siano le nostre scarpe del cuore deducendolo dalla loro disposizione sul nostro “sito”.

Una metafora analogica spesso scioglie le ansie da digitale e i clienti cominciano a progettare il proprio sito in modo più consono.
Così il SEO specialist, una volta convocato, potrà fare il suo lavoro di perfezionamento senza sprecare le prime ore in inutili bestemmie.

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